Animali in condominio. Quali sono le regole? 26 Maggio 2023

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La legge non ammette ignoranza. Sì ma cosa dice la legge?

“È illegale il divieto di tenere animali in condominio” (legge 220/2012 e successive modifiche).

È illegale il divieto di… una bella doppia negazione. Ottimo, siamo confusi quanto prima, quindi? Posso tenere Ubaldo, la mia Tigre del Bengala, in appartamento?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Con questa legge è stato aggiunto un comma a un articolo preesistente del Codice Civile, l’articolo 1138, in cui si specifica che il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici. Inoltre, in assemblea condominiale, nemmeno il più agguerrito dei condomini che si presenta con elmetto tattico stile Fantozzi, pronto ad opporsi a qualsiasi emendamento proposto, potrà fare nulla per impedirvi di tenere la vostra tigre. Infatti, solo un regolamento approvato all’unanimità sia in sede di assemblea sia alla stipula degli atti di acquisto di ogni singolo appartamento (quindi direi una possibilità piuttosto remota ormai che vi siete stanziati nel vostro appartamento), potrebbe mettervi i bastoni tra le ruote. Questione diversa se non siete proprietari ma affittuari; in caso di locazione, infatti, essendoci un contratto tra privati di mezzo il proprietario può inserire nel contratto stesso, al momento della stipula, una clausola che vi impedisca di tenere delle bestiole, ma a quel punto siete liberi di guinzagliare Ubaldo girare i tacchi e cercare altrove. Nel caso qualche buontempone ignorante nella legge avesse imposto in delibera condominiale restrizioni agli amici animali, sappiate che la delibera in questione può essere annullata rivolgendosi al giudice di pace entro 30gg dalla delibera o dalla notifica del verbale della stessa. In ogni caso se si vuole discutere dell’argomento animali in assemblea, questo deve essere ben chiaro come punto nell’ordine del giorno e non passare sotto le “varie ed eventuali”, pena l’annullamento come sopra, in questo secondo caso basta una raccomandata A/R all’amministratore.

Ok, ora che abbiamo messo nel cassetto queste informazioni, capiamo se la vostra tigre ha diritto in quanto tigre di usufruire della legge 220/12. Le leggi in materia parlano di animali domestici, tra i quali sicuramente possiamo includere cani e gatti, qualche dubbio in più sorge su animali considerati più “esotici” come per esempio, serpenti, iguane, ragni, ma anche iguane conigli o… tigri. In questo caso la legge non è molto specifica ma vieta espressamente animali pericolosi e specie protette, una lista la si può trovare all’interno del D.M 1914/96 (e successive modifiche). Tra gli altri figurano: lupi, volpi, scimmie, orsetti lavatori, cinghiali (quindi se vivete a Roma non potete portarvi a casa un chinghialetto randagio sappiatelo!), serpenti, cervidi, bovidi, felidi… ahi, mi sa che il povero Ubaldo potrebbe essere vittima di discriminazione.

Facciamo finta che abbiate convinto l’amministratore che Ubaldo è un gatto rosso che ha mangiato troppo, quali diritti ha? E voi quali doveri avete?

Chiaramente il rispetto è sempre la prima buona regola. Il vostro amico ha diritto a frequentare gli spazi comuni e di abbaiare o esprimersi come meglio crede, a patto che non lo faccia in continuazione, giorno e notte impedendo il riposo o il lavoro degli altri condomini. Fate attenzione, perché il rumore oltre la soglia di tollerabilità può diventare un illecito, civile, se il rumore raggiunge solo poche persone; ma nel caso raggiunga molte persone potrebbe configurarsi il reato (penale) di disturbo della quiete pubblica (in questi casi fate attenzione anche voi quando cantate sotto la doccia).

Negli spazi comuni voi avete il dovere di pulire dove sporca, il dovere di tenerlo sempre sotto controllo magari con un bel guinzaglio corto se è esuberante nel mostrare il suo affetto, e una bella museruola se ha la tendenza a voler assaggiare le altre persone (guinzaglio e museruola sono sempre obbligatori per le razze di cani considerate mordaci o pericolose).

Anche in appartamento dovete garantire un ambiente pulito e igienizzato, gli odori del vostro animale non debbono raggiungere le narici dei vicini, in tal caso loro potrebbero comunicare la spiacevole situazione all’amministratore o direttamente alla ATS di competenza. Una segnalazione di questo tipo comporta l’uscita di veterinari competenti, privati o inviati dalla stessa ATS i quali redigeranno un verbale in base al quale potreste essere anche denunciati. In casi specifici, il condominio può richiedere l’allontanamento dell’animale, se sussistono rischi per la salute come nel caso specifico descritto, oppure per la sicurezza (nel caso il vostro amico si dimostrasse un po’ troppo esuberante o nel caso voi siate un po’ troppo lascivi nel controllarlo). Altre circostanze particolari per cui l’animale può essere allontanato sono rappresentate da situazioni di pericolo per l’animale stesso, nel caso venga abbandonato per lunghi periodi per esempio sul balcone, o versi in uno stato di abbandono evidente potreste essere denunciati per omessa custodia, sempre previa verbale da parte di veterinari competenti.

In definitiva, se tutto va come deve Ubaldo può stare bello tranquillo con voi e tutti i condomini bipedi, ricordatevi sempre che ne siete responsabili civilmente e penalmente, che c’è l’obbligo di iscrizione all’anagrafe veterinaria della vostra regione e che è obbligatorio il microchip.

Ecco appunto, siete dal veterinario per mettere il microchip, e vi viene detto che la vostra tigre in realtà è veramente un grosso grasso gatto rosso, e ve lo mette a dieta. Ora inizia la guerra tra voi e il perennemente affamato Uby, ma per lo meno non dovrete combattere contro i vostri vicini, perché il vostro micio ha diritto di vivere lì quanto loro.

Maddalena